Jah heard X HHM

Dal battesimo dell’anima al ritmo della ribellione: viaggio nella vita e nella musica di Jah Heard, artista autentico che porta il reggae alle sue radici più profonde.

Un nome, un destino: chi è Jah Heard?
Jah Heard non è un nome d’arte studiato a tavolino. È una traduzione diretta del suo nome di battesimo, Samuel, che in ebraico significa “Dio ascolta”. Ed è proprio così che nasce Jah Heard, ovvero “Jah ha ascoltato”. Un nome che racchiude tutta la sua essenza e il suo vissuto.
Le origini musicali: Jah Heard tra percussioni e centri sociali
Il primo contatto con la musica arriva prestissimo: percussioni a due anni, un padre appassionato di sonorità africane e un’infanzia vissuta nei centri sociali. Da Alpha Blondy a Youssou N’Dour, da 99 Posse a Pino Daniele, il percorso musicale di Jah Heard è un crocevia di culture, ribellioni e profondità. L’incontro con il reggae, attraverso giganti come Peter Tosh, Garnett Silk e Bob Marley, è stato naturale: una musica che racconta l’anima e lotta per la giustizia.
Tra fede e suono: il reggae come cammino spirituale
Pur crescendo in una famiglia laica e non ricevendo un’educazione religiosa tradizionale, Jah Heard ha abbracciato la spiritualità in età adulta. La sua ricerca è libera, profonda, e la musica è diventata parte integrante di questo viaggio. Non si tratta solo di arte: ogni canzone è un passo verso una consapevolezza più alta.
Ogni brano è frammento di vita
Quando gli chiediamo se c’è un brano in cui sente di aver dato tutto sé stesso, risponde con sincerità: “Ogni mio brano rappresenta una parte diversa di me e del mio pensiero”. Non c’è un’unica verità: Jah Heard scrive come vive, lasciando che ogni pezzo sia un frammento sincero del suo percorso umano e spirituale.
“Ogni mio brano rappresenta una parte diversa di me e del mio pensiero.”
L’autenticità come scelta: Jah Heard e il rapporto con i fan
Pur ammettendo di non amare particolarmente i social network, riconosce il valore della connessione diretta con chi lo segue. “Preferirei non dover dipendere dai social”, confessa, ma sa che per un artista indipendente è uno strumento necessario. E chi lo segue percepisce questa autenticità, tanto rara quanto preziosa.
Collaborazioni e incontri che lasciano il segno
Tra le collaborazioni più significative, Jah Heard cita con affetto Jahlifa e Dahvid Slur, ma è con Mr. Woodwicker – produttore e dub master – che sente di aver vissuto un incontro artistico e umano davvero trasformativo: “L’unico che ha realmente creduto in me”.
I prossimi passi di Jah Heard
Essere artista e padre single di due figlie richiede tempo, forza e dedizione. Jah Heard è consapevole delle difficoltà di portare avanti la propria arte in modo costante, ma assicura che le idee non mancano. I testi ci sono, le demo anche. Il tempo, si spera, arriverà.
Il processo creativo: tra melodia e messaggio
Ogni canzone nasce in modo diverso. A volte dalla melodia, altre volte da un’idea urgente da comunicare. Ma ci sono due costanti: la melodia e il messaggio. Sono questi i due poli attorno ai quali ruota tutto il suo processo creativo.
Contaminazioni e nuove sonorità
Il reggae è solo una parte del mosaico musicale di Jah Heard. L’artista è affascinato dalle sonorità tribali, più mistiche e profonde. Le contaminazioni sono un linguaggio che gli appartiene da sempre, e sono parte del suo desiderio di evolvere restando sé stesso.
Il potere del reggae oggi
Secondo Jah Heard, la musica ha perso molto del suo spirito di ribellione originaria: “La musica è sempre più un prodotto commerciale”, afferma. Ma nonostante tutto, sente ancora il dovere di portare un messaggio autentico.
Ispirazioni oltre il genere
I 99 Posse hanno influenzato profondamente il suo pensiero sociale. Enzo Avitabile, invece, rappresenta per lui una vera e propria esplosione di spiritualità e talento. L’ispirazione non ha confini, e Jah Heard è pronto ad assorbirla ovunque si trovi.

Messaggio sociale, non solo musica
Non si sente un educatore, ma sa di avere una voce. E vuole usarla per portare speranza a chi ha vissuto esperienze difficili. “Non per compassione, ma per accendere una miccia”, dice. La sua arte nasce dal dolore, ma guarda alla rinascita.
E se una canzone fosse interpretata male?
Su questa domanda preferisce non rispondere. Forse per lasciare che sia il pubblico a dire la sua. O forse perché, in fondo, ogni ascoltatore ha diritto alla propria interpretazione. E in questo scambio silenzioso tra artista e pubblico, c’è tutta la magia della musica.
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📌 Conclusione
Jah Heard è più di un cantante reggae. È un testimone del tempo, un artista che porta sulla pelle e nei testi la sua storia, fatta di lotte, amore, spiritualità e verità. E mentre la musica cambia, lui resta fedele a sé stesso. Perché il vero messaggio non ha bisogno di clamore: ha bisogno di cuore.
“Segui Jah Heard su Spotify e sui social per restare connesso alla sua musica, alla sua visione e al battito del vero reggae.”
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