Tzu Flow x HHM – Reggae consapevole dal cuore di Brindisi

Tzu Flow x HHM

C’è chi fa musica e chi vive la musica. Tzu Flow x HHM è decisamente uno di questi ultimi. Brindisino, cresciuto tra le strade di quartiere e le vibrazioni di sound system infuocati, è una voce consapevole e vera della scena reggae pugliese. In questa chiacchierata sincera, ci racconta la sua storia, le sue influenze e la realtà di chi fa musica con spirito, cuore e lotta.

Chi è Tzu Flow e da dove nasce il tuo nome d’arte?

Tzu Flow è il nome che mi hanno dato gli amici. Il mio cognome è Flore, e inizialmente mi chiamavano Zù Flò, un po’ come “lo zio”, anche tra i miei coetanei e perfino tra gli amici più grandi, per i bei momenti passati insieme e il rispetto reciproco.
Poi l’ho trasformato in Tzù — che in cinese significa anche “saggio” o “sapiente” — unito a Flow, il flusso delle parole e delle metriche. Un flow consapevole, quindi: saggio e cosciente.

Quando ti sei avvicinato alla musica reggae?

Il reggae è sempre stato una parte naturale della mia vita. Negli anni ’90 frequentavo il vecchio centro sociale di Brindisi e le tantissime sale prove che animavano la città. Ascoltare Posse e i primi Sud Sound System era normale in quel contesto.
Ma la folgorazione vera e propria è arrivata nel ’95/’96, quando un caro amico, Francesco Olivieri, mise una VHS con un live di Capleton e poi di Buju Banton. Lì ho capito che non c’è mai fine alla rivoluzione, alla libertà di espressione. Quelle vibrazioni energiche e quello stile mi hanno segnato per sempre.

Tzu Flow x HHM

Come descriveresti il tuo stile musicale?

Il mio stile non è costruito né “montato”. È quello che sono. Una persona tra la sua gente. Racconto nei miei testi ciò che ho vissuto e ciò che sogno. Mi rivolgo spesso ai ragazzi che vivono la strada, come l’ho vissuta io.
Mi ritengo un privilegiato a essere ancora qui, perché sarei potuto morire almeno dieci volte. Non giudico, ma invito a vivere in modo intelligente e positivo.

Brindisi ha influenzato la tua musica?

Assolutamente sì. Brindisi è la mia musa, nel bene e nel male.
È una città del sud, “la pecora nera d’Italia”, come la chiamano. Negli anni ’90 era immersa in una situazione difficile, con il contrabbando e poche alternative.
Io l’ho vissuta in pieno. Ho ricordi belli, bruttissimi, intensi. E nonostante tutto, la amo profondamente, perché mi ha formato.

Com’è la scena reggae nella tua zona?

Brindisi ha dato tanto al reggae, anche se non tutti lo sanno. Artisti come Marco Piliego, Gianni Stozzo, Pasquale De Fazio, la buonanima di Virgilio Panarese, Mimmo Romano… e le foundation band come gli Holy Mount Zion degli anni ’80.
Ho avuto l’onore di suonare con queste leggende. Io mi considero l’ultima ruota del carro, ma che piacere esserci ancora!

Tzu Flow x HHM

È cambiato il tuo modo di fare musica nel tempo?

No, io credo ancora nelle stesse cose.
Vedo un’evoluzione positiva nella scena salentina, con nuovi talenti che stanno emergendo. Con i fratelli della Roja Family stiamo cercando di creare più unione tra Brindisi e Lecce, e vedo belle risposte.
Purtroppo qualche blocco c’è ancora, ma la fiamma del reggae qui non si spegne facilmente.

Hai collaborato con altri artisti? E con chi sogneresti di farlo?

Ho collaborato con diversi artisti locali e mi sono sempre divertito.
Quando però le cose diventano troppo “vip”, mi allontano.
Mi sarebbe piaciuto lavorare con artisti come Harry Toddler, Frisko Kid, General Degree, o la mia ispirazione assoluta: Baby Wayne aka Scalawah.

C’è un brano che ti rappresenta particolarmente?

Kings of the Earth di Sizzla. In quegli anni ero legatissimo alla sua figura.
Quel pezzo univa la dancehall come intrattenimento alla spiritualità, alla figura di Haile Selassie e ai suoi insegnamenti. In una Brindisi calda e ribelle, dove la marijuana costava 200 lire al grammo, quel brano creava un’atmosfera mistica.

scopri di più sul reggae https://it.wikipedia.org/wiki/Reggaegae

Stai lavorando a nuovi progetti?

Sì, sono sempre attivo.
Mi piace sperimentare, anche con altri generi. Ultimamente, con Danny Withe di Maglie, sto provando qualcosa su beat trap e drill.
Lo faccio anche per dimostrare ai miei figli che non sono un boomer! 😄

Cosa possiamo aspettarci da Tzu Flow nei prossimi mesi?

Di sicuro mi troverete ancora in giro per le strade del quartiere Paradiso e della Commenda, magari a fare jam improvvisate: quelle sono la mia linfa vitale.
Voglio anche mandare un saluto speciale a Gevix, che stimo tantissimo, e un abbraccio a tutti i rude boy e alle gyal là fuori.
In questo tempo difficile, restiamo umani e dalla parte di chi ha più bisogno.
Blessings!

🔊 Dalla redazione di HHM

Questa chiacchierata con Tzu Flow x HHM ci ha ricordato perché facciamo tutto questo: per raccontare storie vere, fatte di musica, strada, radici e passione. Artisti come lui tengono viva la fiamma, e noi siamo felici di poter dare voce a realtà che contano, anche se troppo spesso restano sottotraccia. Big up Tzu Flow — la tua voce è parte del cuore pulsante del nostro sud.

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Tzu Flow continua a far vibrare il sud Italia con le sue liriche consapevoli e la sua voce ruvida ma piena di vita. Restate sintonizzati su HHM Magazine per scoprire i suoi prossimi passi.


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